Consulenza Artistica
Organizzazione Eventi di Spettacolo

tel. 02.89546404
info@milanospettacoli.com

www.milanospettacoli.com
 

 

 

 


CABARET E COMICITA'

Organizzazione Spettacoli, Live Show e Recital di Teatro Comico per eventi, convention aziendali,
serate di gala, fiere commerciali e road-show, in c
ontatto diretto con gli artisti o con le relative produzioni. Distribuzione per il solo nord Italia.

 

ALBERTO PATRUCCO

Chi conosce questo comico anticonformista, sa come si presenta in palcoscenico: semplicemente con la sua faccia e la sua verve. Classe 1957, abito di scena scuro, in omaggio alla scuola minimalista che imponeva massima attenzione alle mani e al volto.

  Voce profonda, almeno quanto i temi che affronta con apparente leggerezza, rifugge ai travestimenti e ai lazzi pseudoclauneschi. Non vuole trasmettere messaggi, dice e ripete che non ha niente da insegnare a nessuno e, addirittura, afferma di non sapere di preciso ciò che vuole. E non gliene importa niente. Perché, di sicuro, sa ciò che non vuole.

  Non vuole riproporre in teatro direttamente a contatto con il pubblico (come oggi sempre più spesso sembra accadere), i tempi e i modi della televisione. Dove contano i minuti e i secondi e dove gli spettatori, ossia coloro che effettivamente assistono in prima persona alla trasmissione televisiva, perdono la spontaneità, perché da guardatori si sentono guardati.

  È Alberto Patrucco, attore comico di prima grandezza, ben noto alle platee italiane per il suo incontenibile eloquio, fondato sull’innata capacità di plasmare il linguaggio e i fatti. Nelle mani di Alberto Patrucco, le parole si trasformano in clava o fioretto, secondo le esigenze del monologo. Niente travestimenti e non sense, nulla di demenziale o farsesco. La comicità di Patrucco attinge e si alimenta dall’infinito serbatoio della realtà. Gli accadimenti sono quindi modificati e restituiti al pubblico privi di qualsiasi indulgenza all’imparzialità.

  Con una sua personalissima strategia discorsiva, Patrucco, tratta un argomento, lo rivolta, creando vivissima attesa, per giungere, con arguzia e irresistibile comicità, ad inaspettate conclusioni.

  Se il mondo del cabaret, di questi tempi, declina inesorabilmente, da un lato verso la macchietta e la parodia, dall’altro verso uno stile che si avvicina di molto al comizio, Patrucco si allontana da tutto questo.

  Niente gag di basso cabotaggio o profetiche verità. Nei testi che scrive e recita anche in televisione, c’è sempre il filo di un ragionamento che, dopo e al di là dell’effetto comico, fa meditare. Alberto Patrucco, come pubblico e critica testimoniano, è oggi uno degli attori comici più completi e rappresentativi del nostro cabaret. Ciò che offre è un’angolazione, un punto di vista, un’intuizione. Il pubblico, potrà farne ciò che vuole.

Lo spettacolo: LIVE TOUR “VEDO BUIO!”
di Alberto Patrucco

     I più fedeli estimatori di Alberto Patrucco, ricorderanno questo titolo in libreria, oltre che come incipit delle sue performance televisive. Ma “VEDO BUIO!” è, prima di tutto, spettacolo dal vivo.
     Alberto Patrucco affronta il teatro consentendo alla sua comicità di riprendere i tempi a lei più congeniali. Il testo, grazie anche ad una punteggiatura fatta con uno scrupoloso disegno delle luci, inala ampie boccate d’ossigeno e si fa dirompente. Ed è per merito del diverso respiro che lo spazio tridimensionale del palcoscenico garantisce che “VEDO BUIO!” assume la sua più corrosiva natura.
“VEDO BUIO!” è una panoramica al vetriolo sui tempi che stiamo vivendo, priva di retorica, fronzoli e tormentoni, ma al contrario intrisa di comicità vera, sostanza ed argomenti.

     Alla berlina le certezze di chi è convinto di possedere una verità assoluta e pertanto di essere superiore all’altro. Nel mirino chi è convinto che il Medioevo sia soltanto storia, quando le più attuali vicende internazionali sembrano riportarci in piena inquisizione. Sul banco degli imputati la deriva culturale della nostra società, fatta di politica strillata, televisione spazzatura e modelli imposti dal più ottuso consumismo. “VEDO BUIO!” attinge dalla cronaca, ma si alimenta anche di più ampi scenari storici. Vive di piccoli episodi del quotidiano, come di più grandi questioni umane. Ecco allora che ad un vivace preludio a luci accese incentrato su fatti contingenti, segue lo spettacolo vero e proprio che si interroga in chiave umoristica sulle contraddizioni dell’uomo d’oggi.

     Uno show che si rinnova costantemente, sui fatti di cronaca, sull’incedere degli accadimenti, sui cambiamenti della società; un’esilarante sventagliata comica sugli accadimenti dell’attualità, durante la quale il pubblico si sorprenderà a ridere su fatti accaduti il pomeriggio stesso e su quei piccoli personaggi da avanspettacolo dei quali la cronaca di molti telegiornali si nutre. Molti i temi toccati dall’artista: la politica, “si pensava che dalla Prima alla Seconda Repubblica le cose sarebbero migliorate, invece stiamo rinculando.

     Siamo passati dalla Prima alla Seconda ma deve essere entrata la retro”; la televisione, “molta gente è convinta di essere in regola con il canone perché già paga la tassa dei rifiuti”; le banche, “ci si attende la rapina da fuori, invece te la fanno da dentro, con la sola differenza che ti sorridono e non indossano il passamontagna”; l’economia, “so come investire i miei risparmi. Il titolo con la percentuale migliore è l’inflazione”; le religioni, “ma davvero Dio ci aprirà gli occhi quando ce li chiuderà?”.

     “VEDO BUIO!” è uno spettacolo a tutto tondo, nel quale si ride molto, senza per questo rinunciare ad un costante stimolo di quella dimensione meno superficiale che il massiccio bombardamento mediatico cui siamo sottoposti tenta quotidianamente di anestetizzare.

     Per farsi coinvolgere, quasi travolgere, ad uno spettacolo live di Alberto Patrucco – chi ha assistito a “CONTROMANO” e a “TEMPI BASTARDI” già lo sa – non è necessario condividerne le tesi. Ancora meno farsi convincere. Patrucco non rincorre proselitismi. “VEDO BUIO!” è essenzialmente uno spettacolo comico con un suo punto di vista che si propone esclusivamente di produrre la risata liberatoria, oltre la quale può forse balenare una riflessione.

     Alberto Patrucco, non risparmia nessuno e nemmeno se stesso. Così, giusto per tornare a ridere seriamente.

 

ALBERTO PATRUCCO
in
“CHI NON LA PENSA COME NOI”

PATRUCCO incontra BRASSENS

Testi di
Alberto Patrucco e Antonio Voceri

Musiche di
Georges Brassens

con
QUARTETTO SOTTO SPIRITO

Sergio Bassanini (Chitarra Solista e Clarinetto)
Daniele Caldarini (Pianoforte e Tastiere)
Francesco Gaffuri (Contrabbasso)
Luca Schiavo (Chitarra Ritmica e Bouzouki)

Direzione Musicale di
Daniele Caldarini

  “CHI NON LA PENSA COME NOI” è prima di ogni altra cosa un incontro. Quello tra la verve satirica di Alberto Patrucco, uno dei più corrosivi monologhisti dell’attuale panorama italiano e il caustico disincanto poetico di Georges Brassens, il più raffinato e ironico cantautore francese del secolo scorso.

All’origine della produzione di Patrucco e di Brassens – fatte le debite proporzioni, ci tiene a precisare il comico brianzolo – ci sono diverse epoche storiche, differenti origini, persino distinte discipline: l’arte del monologo da una parte, la canzone d’autore dall’altra. Eppure, in “CHI NON LA PENSA COME NOI”, si possono apprezzare lo stesso timbro e le medesime prospettive, oltre al massimo comune denominatore della parola, sempre in primo piano rispetto al contesto. Ed è proprio “la parola” l’attrezzo indispensabile impiegato da questi due artigiani del palcoscenico per smascherare le ipocrisie e le assurdità di quella che ci ostiniamo a definire attualità. Probabilmente, non dandole il reale valore.

Nonostante i testi di Brassens e Patrucco, in taluni casi, siano stati scritti a quasi mezzo secolo di distanza gli uni dagli altri, canzoni e monologhi trovano in “CHI NON LA PENSA COME NOI” una fusione ideale e una sorprendente sintonia con la cronaca legata alla quotidianità. Un punto d’equilibrio incredibilmente attuale, il cui fulcro può essere individuato nell’incongruenza della società moderna. Niente celebrazioni brassensiane, quindi, bensì un’inderogabile necessità. Quella di far incontrare, seppure in epoche storiche distinte, sensibilità tanto affini. Punti di vista che coesistono in perfetta armonia, anche grazie al tessuto connettivo della musica.

Il Quartetto Sotto Spirito (pianoforte e tastiere, chitarre, contrabbasso e clarinetto) interpreta con arrangiamenti originali alcuni brani del maestro, preservati nei loro significati dall’accurata traduzione di Alberto Patrucco e Sergio Sacchi, restituendo agli spettatori la complessità e la profondità musicale di Brassens. Pezzi mai rivisitati in italiano che, in collaborazione con gli amici del Club Tenco, sono diventati un CD.

Alberto Patrucco torna a cantare, in uno spettacolo comico coinvolgente e graffiante che si colorisce qua e là di musica e poesia. Un incontro tra satira parlata e satira cantata, senza che una dimensione risulti estranea all’altra, sul filo di emozioni da anni dimenticate e finite sotto spirito.

GEORGES BRASSENS

È considerato il più grande poeta della canzone francese. Nasce a Sète, cittadina di mare a sud della Francia, il 22 ottobre 1921. Ascoltando una canzone di Brassens si percepisce subito la perfezione della lingua, la bellezza della musica e la delicatezza di una poesia che appare semplice, tanto è costruita. Nel 1954 l’Académie Charles Cros gli assegna il “Gran Premio del Disco” e nel 1967 riceve il “Gran Premio della Poesia” dall’Accademia di Francia. Tra il 1953 e il 1981, ha venduto oltre 20 milioni di album. Fabrizio De Andrè lo considerava un maestro, tanto che alcune delle sue più famose canzoni (“Il gorilla”, “Morire per delle idee”, “Le passanti”, “Delitto di paese”, “Marcia nuziale”, “Nell’acqua di chiara fontana”) non sono che traduzioni di canzoni di Brassens. A Georges Brassens è stato assegnato il Premio Tenco nel 1976.
 

 


Milano Spettacoli e Servizi
Consulenza Artistica - Organizzazione Eventi di Spettacolo
tel. 02.89546404 - Milano
info@milanospettacoli.com -
www.milanospettacoli.com