PAOLO CEVOLI
Il
suo nome è Paolo Cevoli,
anche se molti lo conosceranno meglio come Palmiro Cangini, assessore “alle
varie ed eventuali”(sono dell'assessorato alle attività
varie ed eventuali del Comune di Roncofritto),
politico confusionario e afasico che cerca di risolvere i problemi del suo
comune (le problematiche sono svariegate e bisogna fare
basta di dare una botta alla botte e una botta alla moglie ubriaca).
Oppure come Teddi Casadey, l'instancabile e innovativo
imprenditore di maiali, titolare dell'omonimo "Glorioso Maialificio Casadey”,
lider nel settore della maialistica;
o ancora come Lothar il sostituto, un "lavoratore" dello spettacolo a paga
sindacale mandato da fantomatiche agenzie per sostituire personaggi famosi che
non sono potuti intervenire alla serata.
Tutti personaggi che dal 2001 ad oggi hanno preso
vita sul palcoscenico della trasmissione televisiva Zelig grazie alla fantasia e
al carisma di un imprenditore con l’hobby del cabaret.
Nello spettacolo troveremo un Paolo Cevoli che,
in modo ironico, racconta se stesso, le sue esperienze televisive, teatrali e
letterarie senza trascurare l’interazione con l’azienda, i suoi dipendenti e i
suoi “lider”.
"Ho
cominciato a fare il comico per caso.
Quelli di
Zelig li conosco da tanti anni.
Mi avevano
chiamato diverse volte a fare della tv. A causa
del mio lavoro, la famiglia e tante altre cosine
gli ho sempre detto di no. Però poi
sono andato a Zelig.
Non avevo mai fatto una
serata di cabaret in locali o teatri. A
differenza della maggior parte dei comici non ho
mai fatto la gavetta. Ho debuttato a Zelig.
Dicono che sono un comico "naturale". Non mi
preparo, improvviso. La mia comicità nasce
dall'osservazione. Da quello che ho vissuto. Per
fortuna ho incontrato dei "maestri" che hanno
saputo valorizzare le mie doti. Gino e Michele e
Giancarlo. Per fortuna che ho incontrato Bisio
che mi ha fatto da spalla. La spalla è uno che
sa massimizzare le capacità di fare ridere del
comico. E' al servizio.
Secondo me la comicità nasce da un rapporto.
Meglio se di amicizia.
Adesso faccio il comico a tempo pieno.
Dopo la
televisione ho scritto due romanzi comici. Non
avevo mai scritto in vita mia. Mi piace molto
scrivere. Soprattutto raccontare delle storie.
Adesso faccio anche teatro. Non avevo mai
recitato in vita mia. Mi piace molto il teatro.
Si possono raccontare delle belle storie.
Insomma il comico è un mestiere. Bisogna
leggere, studiare, prepararsi.
Secondo me la comicità si sviluppa in un lavoro.
Come diceva uno (Edison), il lavoro dell'artista
è per l'1% ispirazione e per il 99%
traspirazione.
Non lo so perché una battuta fa ridere e
un'altra no. Non lo so perché la barzelletta
raccontata da uno fa ridere e da un altro no.
Per me rimane un mistero. Se ci fossero delle
regole sarebbero capaci tutti. Ci sono molti
modi di ridere. Si può ridere con la testa, con
la pancia, col cuore. Per me la comicità nasce
dalla realtà. Da uno sguardo positivo sulla
realtà. Checché se ne dica, la realtà è
positiva. Innanzitutto perché c'è. Anche io ci
sono. E questo non è poco. Lo stupore, la gioia
e la gratitudine dell'essere.
Con questo cosa volevo dire? Non lo so, però
c'ho ragione e i fatti mi cosano.